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Risorgimento

LE RADICI DELLA VERGOGNA

Psicanalisi dell'Italia

Elena Bianchini Braglia

Pp. 288 - Euro 15

Il Risorgimento: uno stupro.
Un atto violento, arbitrario, mal condotto che ha generato i mostri che oggi attanagliano il nostro paese.
Un atto vergognoso che ha generato vergogna.
Il grido di dolore di un’Italia fatta nascere con la forza. Di un’Italia costruita sull’oblio delle identità e delle tradizioni, contro la sua natura e la sua volontà.
Il grido di dolore di una grande nazione, «idea universale capace di riunire il mondo», che si è fatta piccolo stato.
Il grido di dolore di un’Italia che vuole risorgere.

   
   

DONNA RACHELE. Con il Duce, oltre il Duce

Elena Bianchini Braglia

Pp. 320 - Euro 18

Dall'ascesa di Mussolini alla disfatta del regime fascista: il ventennio letto con gli occhi e la sensibilità di una donna autentica e forte, moglie del Duce e testimone di una delle pagine più importanti della storia italiana.
Donna Rachele era una contadina di un piccolo paese delle colline romagnole che si trovò proiettata ai vertici del potere, accanto all'uomo più amato e odiato della storia. Una donna come tante, semplice e legata alle sue umili origini anche nei momenti di massimo splendore, una donna carismatica che seppe affrontare con coraggio le circostanze più avverse. In gioventù sopportò la miseria e la fame, poi arrivarono quasi inaspettate la fama e la gloria, dalle quali tuttavia non si fece mai sedurre.
La sua vita incredibile non le risparmiò nulla, né grandi gioie, né tremendi dolori, eppure lei rimase sempre la stessa. La tragedia e la caduta vertiginosa, la diffamazione e la vergogna non la colsero impreparata, e unico fu il suo grande rimpianto: non essere potuta morire accanto all'uomo che aveva disparatamente amato.

   

IN ESILIO CON IL DUCA. La storia esemplare della Brigata Estense

Elena Bianchini Braglia

Pp. 160 - Euro 16

Nell'ambito della demistificazione storiografica della retorica risorgimentalista otto-novecentesca, uno dei fronti più caldi e innovativi è costituito dalla riscoperta dell'opposizione italiana alla conquista piemontese. Questo saggio rivela al largo pubblico uno degli episodi più eclatanti e commoventi di questa lotta popolare per la libertà: un piccolo stato, il Ducato di Modena, travolto dalla macchina da guerra piemontese, rifiuta di scomparire dalla storia. Il suo piccolo esercito per non cessare la propria lotta e ammainare la propria antica bandiera, rifiuta di sciogliersi e prosegue per anni la propria lotta come brigata modenese autonoma, la Brigata Estense, assieme all'esercito austriaco contro i piemontesi. Una storia rimossa che ha dell'incredibile, e ridisegna la storia dell'unificazione dell'Italia del Nord, grazie ad una documentazione inedita e inoppugnabile.

   
 

O REGINA O SANTA. L'unica italiana sul trono d'Inghilterra: Maria Beatrice d'Este spodestata per la fede

Elena Bianchini Braglia

Pp. 276 - Euro 15

Da dolce, bellissima principessa estense votata al monastero a regina di una delle grandi potenze europee... Maria Beatrice, costretta a soli quattordici anni a sposare l'attempato erede al trono d'Inghilterra, si trovò a vivere in un paese ostile dove i cattolici subivano violenze e persecuzioni. Eppure amò l'Inghilterra e amò Giacomo Stuart di un amore vero, puro, disinteressato. Non ebbe timore di affrontare al suo fianco ogni avversità, sopportò con straordinario eroismo la morte di tutti i figli e il tremendo sospetto che venissero avvelenati dai suoi stessi cortigiani. Se condanne a morte, assassinii, complotti forse le fecero rimpiangere la felice infanzia nel pacifico Ducato Estense, certo non lo ammise mai e mai volle ritirarsi dinnanzi ai doveri di moglie e sovrana.
Cattolica in un paese protestante, perse la corona a causa della sua fede, conobbe la miseria e l'umiliazione ma, quando i suoi fedeli la supplicavano di convertirsi, anche solo formalmente, per risalire al trono e porre fine a tutte le avversità, caparbiamente rispondeva che assai sciocco sarebbe stato chi avesse accettato di barattare il Paradiso per una corona, l'eterna felicità per una gloria terrena, l'infinito con il finito...
Assai lontana dai giorni nostri è la concezione di una fede talmente forte da far dimenticare ogni bene e ogni dolore terreno, di un amore talmente puro da dare tanto e non chiedere nulla, di una forza così eroica da sopportare i più tremendi dolori senza mai vacillare. E la persona che incarna in sé tutto ciò non può che apparirci come una irraggiungibile Santa, oppure come un esempio che a distanza di secoli, a noi che abbiamo perso ormai ogni contatto con il trascendente, che viviamo in una dimensione troppo materiale, ricca di benessere ma anche di inutili ansie ed effimere frustrazioni, può ancora insegnare moltissimo...

   
   

Adelgonda di Baviera. L'ultima duchessa di Modena, Reggio, Massa e Carrara

Elena Bianchini Braglia

prefazione di Leonisa Bayard De Volo

Pp. 200 - Euro 14

Timida, modesta, bella ma mai appariscente, riservata... mai avrebbe immaginato, e forse nemmeno desiderato, la dolce Adelgonda di Baviera che un giorno, a quasi novant’anni dalla sua morte, sarebbe comparso un libro su di lei. Nulla aveva mai fatto per mettersi in mostra e la sua vita sarebbe scivolata via, senza rumore, se la storia non l’avesse chiamata a chiudere una dinastia millenaria, a sedere per ultima su uno dei più antichi troni italiani. Vicende per lei dolorosossime, quelle del Risorgimento, che tuttavia affrontò con dignità e forza d’animo esemplari. Dolce e fortissima, umile e determinata, profondamente religiosa... una figura di donna che oggi più che mai potrebbe e dovrebbe essere ricordata quale imperituro esempio di una autentica femminilità quasi scomparsa.

   
   

Maria Beatrice Vittoria. Rivoluzione e Risorgimento tra Estensi e Savoia

Elena Bianchini Braglia

prefazione di Angelo Spaggiari

Pp. 218 - Euro 14

Le vicende dei primi decenni del tumultuoso Ottocento, fra i residui della Rivoluzione francese, la Restaurazione, e i primi rivolgimenti liberali che sarebbero culminati in Italia nel Risorgimento, sono ripercorsi attraverso la figura esemplare di una donna…
Una donna profondamente religiosa ma anche forte, volitiva, che sapeva coniugare mirabilmente, come ci narrano i suoi contemporanei, "la pietà più tenera e la bontà più magnanima" con la più ferrea determinazione innanzi ai numerosi ostacoli politici, che "aveva il cuore aperto alla più facile compassione degli altrui mali, ma irremovibile nei principi del retto e del vero".
Era una Savoia, figlia di re Vittorio Emanuele I, e di lì a poco avrebbe visto la sua famiglia, fino ad allora vero esempio di legittimismo, con Carlo Alberto farsi protagonista delle vicende risorgimentali. Ma era anche duchessa di Modena, di quello Stato che era considerato la roccaforte della reazione e del legittimismo, spesso rifugio di celebri intellettuali conservatori come il Principe di Canosa e Monaldo Leopardi.

Moglie devota, madre affettuosa, fervente cristiana dedita alla preghiera e alla beneficenza, accanto al Sovrano forse più assolutista e conservatore d'Italia, nei momenti critici del suo regno seppe far sentire la propria voce, seppe fronteggiare coraggiosamente i nemici che miravano a sottrarle il trono, talvolta anche accantonando il suo docile femmineo atteggiamento e la sua innata semplice umiltà, poiché "quella semplice e ritirata donzella sarebbesi nelle difficili circostanze ricordato l'eroico sangue di Savoja che le scorrea per le vene, e avrebbe intrepidamente sostenuto il mutar degli eventi, e il minaccioso aspetto della sventura" e "quando il dover lo chiedeva nei modi, negli atti, nel portamento, tu vedevi la sovrana e la figlia
di re".

   

Carlo I d'Austria

Elena Bianchini Braglia

Pp. 50 - Euro 1

Il 3 Ottobre 2004 in piazza San Pietro a Roma veniva beatificato Carlo I, l'ultimo imperatore d'Austria. 
Una lettura facile e scorrevole consente di ripercorrere brevemente la sua vita, dalla giovinezza, al matrimonio con Zita di Borbone-Parma; dall'inaspettata ascesa al trono per l'assassinio a Sarajevo dell'arciduca Francesco Ferdinando, alla sconfitta nella Prima guerra Mondiale, fino al tragico epilogo della precocissima morte in esilio a Madera.

La verità sugli uomini e le cose del Regno d'Italia. Rivelazioni di J.A., agente segreto del conte Cavour

Elena Bianchini Braglia (a cura di)

prefazione di Walther Boni

Pp. 100 - Euro 5

Queste straordinarie rivelazioni, che immancabilmente gettano una luce nuova sugli avvenimenti e sugli uomini che hanno costruito la storia del Risorgimento, ci mostrano finalmente il processo che portò all'unificazione italiana per quello che veramente fu, dopo che per decenni una certa storiografia di parte ce lo aveva venduto come l'intoccabile e indiscutibile azione eroica di valenti personaggi che si fecero portavoce di un fantomatico popolo oppresso.
Nella sua qualità di agente J.A. venne messo al corrente dei numerosi segreti e complotti che stavano ala base degli avvenimenti sfociati nell'unificazione della penisola italiana e nella vittoria definitiva dei liberali contro il legittimismo e l'assolutismo. Tali segreti lasciano emergere finalmente come il Risorgimento, ben lungi dal poter essere definito un movimento popolare, voluto dalla gente e realizzato infine da eroi disposti a sacrificarsi in nome della libertà, fu invece in realtà un'azione lungamente programmata e pianificata da alcune elite borghesi che macchiavellicamente non esitarono ad adottare stratagemmi tutt'altro che onesti per giungere allo scopo.

   
   

MADAMA PARISINA. La protagonista del peccaminoso scandalo estense nella storia e nella letteratura

Elena Bianchini Braglia e Roberta Iotti

Pp. 256 - Euro 14

Figlia dei signori di Cesena e moglie del marchese di Ferrara Nicolò III d'Este, Parisina Malatesti (1404-1425) fu nota alle cronache contemporanee non solo per la delicata bellezza, la raffinata cultura d'impronta francese e il prestigioso rango di domina regnante, ma soprattutto per la scandalosa storia d'amore con il primogenito naturale del marito, Ugo d'Este, nato da Stella dei Tolomei, fratello maggiore dei celeberrimi Leonello e Borso, e già designato dal padre alla successione nel governo dello Stato. La loro passione breve, intensa e ai limiti dell'incesto finì nel sangue come quella di Paolo e Francesca, antenati della stessa Parisina, e di Giulietta e Romeo, lasciando a Ferrara uno strascico di memorie commosse e di tradizioni popolari che unitamente ai rari documenti rimasti testimoniano ancora oggi una vicenda sentimentale profondamente toccante e assolutamente tragica.

   

Maria Teresa di Chambord. La principessa estense e l'ultimo dei Borboni

Elena Bianchini Braglia

Numero speciale de Il Ducato - Euro 4

Figlia di Francesco IV d'Austria-Este, "il sovrano più reazionario d'Italia", andò in sposa a Enrico di Chambord, figlio della duchessa di Berry e erede legittimo alla corona francese. Durante il governo del "re borghese" Luigi Filippo d'Orleans, Maria Teresa visse nell'ombra la sua condizione di regina senza trono, assistendo con sgomento alle vicende risorgimentali che spodestarono anche il fratello. Condivise tuttavia la coraggiosa decisione del marito, elogiata anche dal celebre Dostoevskij, di rinunciare a riprendere il trono pur di non ripiegare la bandiera bianca dei gigli di Francia in favore del nuovo tricolore.

 

 

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